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Report, Giornalisti 2.0: “Bene la Rai, valorizzare le professionalità interne è la strada giusta”
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Stadio Olimpico, USSI Roma e Giornalisti 2.0: «Parcheggi per la stampa, serve una soluzione stabile»
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Giornalisti 2.0, cordoglio per la scomparsa di Rossella Diaco: “Una voce autentica del servizio pubblico”
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È morto Pino Di Salvo, una vita tra Rai e formazione dei giovani giornalisti
Giornalisti 2.0 ricorda il giornalista radiotelevisivo, docente e storico tutor del...
Giornalisti 2.0 piange Daniele Compatangelo, cronista italiano che ha raccontato il mondo
Il Capo del Dipartimento Editoria e Informazione dell'Associazione, Aldo Torchiaro: «Con...
L’Associazione Giornalisti 2.0 esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Salvo Buzzanca
L'Associazione Giornalisti 2.0 esprime il più sentito cordoglio per la scomparsa del...
Libertà di stampa, giornalisti 2.0 esprime solidarietà a Giammarco Chiocci
L'Associazione di categoria Giornalisti 2.0 esprime la propria piena solidarietà al...
Minacce alla giornalista Paola Polidoro, la solidarietà di Giornalisti 2.0
Minacce alla giornalista Paola Polidoro, la solidarietà di Giornalisti 2.0: "Difendere...
Giornalisti 2.0 ricorda Ettore Guastalla
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Giornata internazionale della donna : Giornalisti 2.0 ricevuti al Garante della Privacy
(Foto G. Leanza) Giornata internazionale della donna : Giornalisti 2.0 ricevuti al...
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Manovra, Giorgetti in Parlamento: “Impossibile fare miracoli, la priorità è la credibilità dell’Italia sui mercati”
Prima Notizia 24 Roma – Lunedì 12 Ottobre 2026 Il ministro dell’Economia fissa la rotta al termine delle audizioni sul Dpfp davanti alle Commissioni Bilancio. Upb, Corte dei Conti, Bankitalia e Istat analizzano la tenuta del Pil e i rischi legati all’aumento dei tassi d’interesse. Il Documento programmatico di finanza pubblica approda al vaglio parlamentare in una fase segnata da forte volatilità internazionale e vincoli di bilancio stringenti. Intervenendo in audizione davanti alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato per illustrare le linee guida del Dpfp 2026, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha rivendicato l’impostazione prudente adottata dall’esecutivo, respingendo le sollecitazioni delle opposizioni relative a maggiori margini di spesa. Il titolare del Mef ha premesso che l’architettura definitiva dei provvedimenti economici dipenderà dai confronti istituzionali ancora pendenti con le autorità europee: “La procedura europea di approvazione della richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, come delineata dal regolamento sul braccio preventivo della nuova governance, non è ancora conclusa, dovendosi attendere la formale approvazione del Consiglio: è in questo contesto e all’interno di tale procedura che deve essere letto il contenuto programmatico del Dpfp”. Giorgetti ha quindi chiarito che la configurazione della legge di Bilancio verrà formalizzata a breve con l’invio del Documento programmatico di bilancio a Bruxelles e al Parlamento, rimarcando comunque come “al netto degli effetti derivanti dall’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, l’indebitamento netto si manterrebbe stabilmente al di sotto del 3% del Pil lungo l’intero orizzonte di previsione”. Nel corso del suo intervento, il ministro si è soffermato sul dialogo avviato con la Commissione Ue per estendere i margini di flessibilità previsti dalla clausola di salvaguardia (Nec) agli interventi a tutela dei redditi familiari colpiti dai rincari energetici: “Ambiremmo — ma non perché lo vuole il governo, ma perché me lo chiedete tutti voi — che nei confronti delle famiglie si possa fare qualcosa. Non so l’esito, è in corso una trattativa con gli uffici della commissione Ue”. Giorgetti ha rivendicato la scelta di condurre un confronto rigoroso senza ricorrere a scostamenti sconsiderati: “Non siamo più nell’età dell’oro in cui gli scostamenti si potevano fare tranquillamente perché non esistevano regole. Non ho mai detto che questo governo ha fatto miracoli. Ho detto che ha tenuto la barca in galleggiamento e lo ribadisco e continuiamo esattamente in questa direzione. Questo profilo di serietà che abbiamo maturato sui mercati e nelle sedi internazionali io continuo a difenderlo perché davanti alla tempesta va difeso”. Il ministro ha inoltre confermato la proroga e il rafforzamento dell’iperammortamento per sostenere gli investimenti privati, difendendo le stime di crescita prudenziali presentate dal governo. Le audizioni dei principali enti economici istituzionali hanno offerto un quadro dettagliato ma cauto sullo stato delle finanze pubbliche. L’Ufficio parlamentare di bilancio, pur validando il quadro macroeconomico programmatico per il biennio 2026-2027, ha espresso riserve sugli anni successivi: la presidente Lilia Cavallari ha evidenziato che la riduzione del rapporto debito/Pil potrebbe slittare al 2029, segnalando un aggravio della spesa per interessi pari a circa 4,5 miliardi nel triennio. Preoccupazioni analoghe sono state sollevate dalla Corte dei Conti per bocca del presidente di sezione Vincenzo Palomba, che ha ipotizzato un’incidenza degli oneri sul debito fino al 4,6% del Pil nel 2028-2029 a causa del deterioramento dei tassi di mercato, definendo il Dpfp un documento dal carattere interlocutorio. Di contro, Banca d’Italia e Istat hanno sottolineato gli elementi di tenuta del sistema produttivo. Andrea Brandolini, capo del Dipartimento Economia di Via Nazionale, ha rilevato come la crescita dell’1% prevista per l’anno in corso sia stata alimentata dai consumi interni e dall’avanzamento dei cantieri Pnrr, pur segnalando i fattori di rischio derivanti dalle crisi geopolitiche e dalla volatilità dei mercati. Il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, ha infine posto l’accento sulla dinamica delle retribuzioni contrattuali — la cui crescita si attesta al 2,5% a fronte di un’inflazione acquisita del 3% —, evidenziando la necessità di monitorare l’impatto dei costi energetici per evitare un’ulteriore perdita di potere d’acquisto da parte delle famiglie. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24
Torino, studentessa greca salvata alle Molinette con un trapianto superurgente: aveva poche ore di vita
Prima Notizia 24 Torino – Lunedì 12 Ottobre 2026 Una grave complicanza del morbo di Wilson ha provocato un’insufficienza epatica fulminante. Decisivi il protocollo d’urgenza tra Italia e Grecia e un intervento di dieci ore. Una corsa contro il tempo e una perfetta sinergia di soccorso internazionale hanno cambiato il destino di Eirini, una studentessa greca di 28 anni giunta all’ospedale Molinette di Torino in condizioni disperate e con un’aspettativa di vita ridotta a pochissime ore. La drammatica vicenda ha avuto origine dalle complicanze del morbo di Wilson, una rara malattia genetica che provoca un accumulo tossico di rame nell’organismo, compromettendo gravemente i tessuti epatici. La giovane, colpita improvvisamente mentre si trovava in patria da un’insufficienza epatica degenerata in un quadro multiorgano, è stata inizialmente ricoverata all’Hippokration General Hospital di Atene. Di fronte al repentino peggioramento delle funzioni vitali, le autorità sanitarie elleniche hanno richiesto l’attivazione del protocollo di cooperazione per i trapianti d’organo gestito dal Centro nazionale trapianti di Roma. Organizzato il trasferimento d’urgenza tramite il Centro regionale trapianti del Piemonte, la ventottenne è stata trasportata con un volo medicalizzato a Caselle e ricoverata in condizioni critiche alle Molinette, dove è stata immediatamente inserita nella lista d’attesa nazionale in regime di superurgenza. Ad appena 12 ore dall’ingresso in struttura, si è reso disponibile il fegato compatibile di un donatore deceduto in una regione confinante. L’équipe del Centro Trapianto Fegato ha quindi condotto un delicato e complesso intervento chirurgico durato circa dieci ore — operazione che ha segnato il trapianto epatorenale numero 4.470 eseguito nel presidio torinese. Il lungo percorso postoperatorio, proseguito per circa tre mesi a causa delle gravi lesioni sistemiche iniziali e di diverse complicanze mediche, ha visto impegnato un team multidisciplinare. Superata la fase più critica e completate le dimissioni dall’ospedale, Eirini è ora in fase di pieno recupero e si prepara al rientro definitivo in Grecia. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24
Auto, Salone di Parigi: Macron visita gli stand del Gruppo Stellantis insieme a Elkann e Filosa
Prima Notizia 24 Roma – Lunedì 12 Ottobre 2026 Il presidente francese si è trattenuto a lungo tra i marchi transalpini del gruppo, accompagnato dai vertici aziendali. In evidenza i nuovi concept legati all’innovazione e alla storia automobilistica. Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha fatto visita oggi al Salone dell’Auto di Parigi, dedicando un’attenzione particolare alle novità dei marchi francesi targati Stellantis. Nel corso del suo giro tra i padiglioni espositivi, il Capo di Stato transalpino è stato accompagnato dal presidente del gruppo, John Elkann, dall’amministratore delegato Antonio Filosa e dal responsabile per l’Europa allargata, Emanuele Cappellano. Macron si è trattenuto a lungo presso lo spazio espositivo di Citroën, dove il ceo del marchio Xavier Chardon ha mostrato in anteprima il nuovo concept ispirato alla 2CV, rivisitazione contemporanea e strategica della celebre utilitaria transalpina. La delegazione istituzionale e aziendale si è poi spostata nello stand Peugeot: qui il ceo Alain Favey ha illustrato al presidente due nuovi studi di design e tecnologia, la RCZ Vision, pensata per interpretare la visione del brand sul piacere di guida, e la E-T16 Concept, omaggio elettrico e moderno alle vittorie sportive della storica 205 T16 nei rally. La tappa di Macron si è conclusa allo stand di DS Automobiles, dove il presidente ha potuto visionare da vicino il prototipo F3VER, vettura che sintetizza l’evoluzione stilistica e la visione del lusso e dell’alto di gamma del marchio francese all’interno della galassia Stellantis. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24
Sardegna, liberato lo speleologo rimasto intrappolato per 26 ore nella grotta tra Urzulei e Baunei
Prima Notizia 24 Nuoro – Lunedì 12 Ottobre 2026 I tecnici del Soccorso Alpino e i Vigili del Fuoco hanno estratto l’uomo rimasto bloccato a dieci metri di profondità a causa di una frana. Ora è affidato alle cure dei sanitari. Si sono concluse con successo dopo oltre ventisei ore le complesse operazioni di salvataggio di Luca Olmetto, lo speleologo rimasto bloccato all’interno di una grotta al confine tra i territori comunali di Urzulei e Baunei, nel Nuorese. L’esploratore, finito sepolto sotto i detriti staccatisi a causa di un crollo improvviso, è stato estratto e riportato in superficie dai tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico unitamente ai Vigili del Fuoco. Dopo essere stato stabilizzato dalle équipe sanitarie presenti sul posto, l’uomo è pronto per il trasporto d’urgenza in elicottero verso la struttura ospedaliera per gli accertamenti e le terapie del caso. Il recupero ha richiesto una serrata corsa contro il tempo a dieci metri di profondità, resa estremamente delicata dalla presenza di massi instabili e dalla grande quantità di materiale da sgomberare senza provocare ulteriori cedimenti della parete rocciosa. Per la riuscita della missione è stato mobilitato un ingente dispositivo di soccorso che ha visto impiegate decine di specialisti del Cnsas e dei Vigili del Fuoco con la squadra del distaccamento di Tortolì, il personale Speleo Alpino Fluviale di Nuoro e sedici unità Usar Medium fatte giungere a Gorropeddu a bordo di elicotteri dell’Aeronautica Militare di Decimomannu. Il coordinamento degli interventi è stato gestito da un Posto di Comando avanzato allestito a ridosso dell’area, operante con il supporto attivo della Protezione Civile di Dorgali. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24
cronaca

Manovra, Giorgetti in Parlamento: “Impossibile fare miracoli, la priorità è la credibilità dell’Italia sui mercati”
Prima Notizia 24 Roma – Lunedì 12 Ottobre 2026 Il ministro dell’Economia fissa la rotta al termine delle audizioni sul Dpfp davanti alle Commissioni Bilancio. Upb, Corte dei Conti, Bankitalia e Istat analizzano la tenuta del Pil e i rischi legati all’aumento dei tassi d’interesse. Il Documento programmatico di finanza pubblica approda al vaglio parlamentare in una fase segnata da forte volatilità internazionale e vincoli di bilancio stringenti. Intervenendo in audizione davanti alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato per illustrare le linee guida del Dpfp 2026, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha rivendicato l’impostazione prudente adottata dall’esecutivo, respingendo le sollecitazioni delle opposizioni relative a maggiori margini di spesa. Il titolare del Mef ha premesso che l’architettura definitiva dei provvedimenti economici dipenderà dai confronti istituzionali ancora pendenti con le autorità europee: “La procedura europea di approvazione della richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, come delineata dal regolamento sul braccio preventivo della nuova governance, non è ancora conclusa, dovendosi attendere la formale approvazione del Consiglio: è in questo contesto e all’interno di tale procedura che deve essere letto il contenuto programmatico del Dpfp”. Giorgetti ha quindi chiarito che la configurazione della legge di Bilancio verrà formalizzata a breve con l’invio del Documento programmatico di bilancio a Bruxelles e al Parlamento, rimarcando comunque come “al netto degli effetti derivanti dall’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, l’indebitamento netto si manterrebbe stabilmente al di sotto del 3% del Pil lungo l’intero orizzonte di previsione”. Nel corso del suo intervento, il ministro si è soffermato sul dialogo avviato con la Commissione Ue per estendere i margini di flessibilità previsti dalla clausola di salvaguardia (Nec) agli interventi a tutela dei redditi familiari colpiti dai rincari energetici: “Ambiremmo — ma non perché lo vuole il governo, ma perché me lo chiedete tutti voi — che nei confronti delle famiglie si possa fare qualcosa. Non so l’esito, è in corso una trattativa con gli uffici della commissione Ue”. Giorgetti ha rivendicato la scelta di condurre un confronto rigoroso senza ricorrere a scostamenti sconsiderati: “Non siamo più nell’età dell’oro in cui gli scostamenti si potevano fare tranquillamente perché non esistevano regole. Non ho mai detto che questo governo ha fatto miracoli. Ho detto che ha tenuto la barca in galleggiamento e lo ribadisco e continuiamo esattamente in questa direzione. Questo profilo di serietà che abbiamo maturato sui mercati e nelle sedi internazionali io continuo a difenderlo perché davanti alla tempesta va difeso”. Il ministro ha inoltre confermato la proroga e il rafforzamento dell’iperammortamento per sostenere gli investimenti privati, difendendo le stime di crescita prudenziali presentate dal governo. Le audizioni dei principali enti economici istituzionali hanno offerto un quadro dettagliato ma cauto sullo stato delle finanze pubbliche. L’Ufficio parlamentare di bilancio, pur validando il quadro macroeconomico programmatico per il biennio 2026-2027, ha espresso riserve sugli anni successivi: la presidente Lilia Cavallari ha evidenziato che la riduzione del rapporto debito/Pil potrebbe slittare al 2029, segnalando un aggravio della spesa per interessi pari a circa 4,5 miliardi nel triennio. Preoccupazioni analoghe sono state sollevate dalla Corte dei Conti per bocca del presidente di sezione Vincenzo Palomba, che ha ipotizzato un’incidenza degli oneri sul debito fino al 4,6% del Pil nel 2028-2029 a causa del deterioramento dei tassi di mercato, definendo il Dpfp un documento dal carattere interlocutorio. Di contro, Banca d’Italia e Istat hanno sottolineato gli elementi di tenuta del sistema produttivo. Andrea Brandolini, capo del Dipartimento Economia di Via Nazionale, ha rilevato come la crescita dell’1% prevista per l’anno in corso sia stata alimentata dai consumi interni e dall’avanzamento dei cantieri Pnrr, pur segnalando i fattori di rischio derivanti dalle crisi geopolitiche e dalla volatilità dei mercati. Il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, ha infine posto l’accento sulla dinamica delle retribuzioni contrattuali — la cui crescita si attesta al 2,5% a fronte di un’inflazione acquisita del 3% —, evidenziando la necessità di monitorare l’impatto dei costi energetici per evitare un’ulteriore perdita di potere d’acquisto da parte delle famiglie. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24
Torino, studentessa greca salvata alle Molinette con un trapianto superurgente: aveva poche ore di vita
Prima Notizia 24 Torino – Lunedì 12 Ottobre 2026 Una grave complicanza del morbo di Wilson ha provocato un’insufficienza epatica fulminante. Decisivi il protocollo d’urgenza tra Italia e Grecia e un intervento di dieci ore. Una corsa contro il tempo e una perfetta sinergia di soccorso internazionale hanno cambiato il destino di Eirini, una studentessa greca di 28 anni giunta all’ospedale Molinette di Torino in condizioni disperate e con un’aspettativa di vita ridotta a pochissime ore. La drammatica vicenda ha avuto origine dalle complicanze del morbo di Wilson, una rara malattia genetica che provoca un accumulo tossico di rame nell’organismo, compromettendo gravemente i tessuti epatici. La giovane, colpita improvvisamente mentre si trovava in patria da un’insufficienza epatica degenerata in un quadro multiorgano, è stata inizialmente ricoverata all’Hippokration General Hospital di Atene. Di fronte al repentino peggioramento delle funzioni vitali, le autorità sanitarie elleniche hanno richiesto l’attivazione del protocollo di cooperazione per i trapianti d’organo gestito dal Centro nazionale trapianti di Roma. Organizzato il trasferimento d’urgenza tramite il Centro regionale trapianti del Piemonte, la ventottenne è stata trasportata con un volo medicalizzato a Caselle e ricoverata in condizioni critiche alle Molinette, dove è stata immediatamente inserita nella lista d’attesa nazionale in regime di superurgenza. Ad appena 12 ore dall’ingresso in struttura, si è reso disponibile il fegato compatibile di un donatore deceduto in una regione confinante. L’équipe del Centro Trapianto Fegato ha quindi condotto un delicato e complesso intervento chirurgico durato circa dieci ore — operazione che ha segnato il trapianto epatorenale numero 4.470 eseguito nel presidio torinese. Il lungo percorso postoperatorio, proseguito per circa tre mesi a causa delle gravi lesioni sistemiche iniziali e di diverse complicanze mediche, ha visto impegnato un team multidisciplinare. Superata la fase più critica e completate le dimissioni dall’ospedale, Eirini è ora in fase di pieno recupero e si prepara al rientro definitivo in Grecia. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24
Auto, Salone di Parigi: Macron visita gli stand del Gruppo Stellantis insieme a Elkann e Filosa
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Sardegna, liberato lo speleologo rimasto intrappolato per 26 ore nella grotta tra Urzulei e Baunei
Prima Notizia 24 Nuoro – Lunedì 12 Ottobre 2026 I tecnici del Soccorso Alpino e i Vigili del Fuoco hanno estratto l’uomo rimasto bloccato a dieci metri di profondità a causa di una frana. Ora è affidato alle cure dei sanitari. Si sono concluse con successo dopo oltre ventisei ore le complesse operazioni di salvataggio di Luca Olmetto, lo speleologo rimasto bloccato all’interno di una grotta al confine tra i territori comunali di Urzulei e Baunei, nel Nuorese. L’esploratore, finito sepolto sotto i detriti staccatisi a causa di un crollo improvviso, è stato estratto e riportato in superficie dai tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico unitamente ai Vigili del Fuoco. Dopo essere stato stabilizzato dalle équipe sanitarie presenti sul posto, l’uomo è pronto per il trasporto d’urgenza in elicottero verso la struttura ospedaliera per gli accertamenti e le terapie del caso. Il recupero ha richiesto una serrata corsa contro il tempo a dieci metri di profondità, resa estremamente delicata dalla presenza di massi instabili e dalla grande quantità di materiale da sgomberare senza provocare ulteriori cedimenti della parete rocciosa. Per la riuscita della missione è stato mobilitato un ingente dispositivo di soccorso che ha visto impiegate decine di specialisti del Cnsas e dei Vigili del Fuoco con la squadra del distaccamento di Tortolì, il personale Speleo Alpino Fluviale di Nuoro e sedici unità Usar Medium fatte giungere a Gorropeddu a bordo di elicotteri dell’Aeronautica Militare di Decimomannu. Il coordinamento degli interventi è stato gestito da un Posto di Comando avanzato allestito a ridosso dell’area, operante con il supporto attivo della Protezione Civile di Dorgali. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24
Dpfp, Bankitalia in Parlamento: “L’economia italiana tiene oltre le attese, ma il debito resta una vulnerabilità”
Prima Notizia 24 Roma – Lunedì 12 Ottobre 2026 Dpfp, Bankitalia in Parlamento: “L’economia italiana tiene oltre le attese, ma il debito resta una vulnerabilità” Il capo del Dipartimento Economia e Statistica Brandolini in audizione alla Camera e al Senato: “Privilegiare gli investimenti alla spesa corrente e mantenere la prudenza di bilancio per ridurre il rapporto debito/Pil”. L’economia italiana continua a mostrare una resistenza superiore alle previsioni iniziali, pur dovendo fare i conti con le incognite dello scenario geopolitico e le tensioni sui mercati finanziari. Il quadro è stato delineato da Andrea Brandolini, capo del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia, nel corso dell’audizione tenutasi davanti alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato per l’esame del Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) 2026. L’analisi dell’istituto centrale ha evidenziato l’andamento del prodotto interno lordo nella prima metà dell’anno e le prospettive d’evoluzione per il prossimo futuro: “In un contesto internazionale segnato da grande instabilità, l’economia italiana, come quella europea, ha mostrato una tenuta superiore alle attese. Il Pil è aumentato nella prima parte del 2026 e dovrebbe continuare a espandersi nella seconda parte dell’anno e nei prossimi anni, sebbene a ritmi contenuti dagli effetti del rincaro dell’energia e dall’aumento dei costi di finanziamento”. Un percorso di crescita che resta comunque esposto a fattori di condizionamento esterni: “L’evoluzione della crisi in Medio Oriente, le estese tensioni geopolitiche e l’andamento dei mercati finanziari, anche in relazione agli sviluppi connessi con l’intelligenza artificiale, rappresentano rilevanti fonti di rischio per l’economia mondiale e, di riflesso, per quella italiana”. Per consolidare lo sviluppo del Paese, la Banca d’Italia ha richiamato la necessità di calibrare con attenzione gli interventi sul bilancio pubblico, favorendo gli investimenti ad alto impatto: “È fondamentale consolidare la capacità di crescita del Paese, rafforzando i segnali positivi riscontrati negli ultimi anni e che sono alla base dell’andamento superiore alle attese nel 2026. Sotto questo profilo, è importante mantenere l’attenzione alla composizione della spesa pubblica. Sia le nuove spese per la difesa e l’energia sia le risorse destinate tradizionalmente al sostegno dell’economia potranno favorire maggiormente la dinamica della produttività quanto più si privilegerà la componente di investimento rispetto a quella di natura corrente e si selezioneranno progetti con rendimenti alti ma che, per i loro costi o per il profilo di rischio, non si prestano a essere intrapresi da soggetti privati”. Brandolini ha inoltre ribadito l’importanza del rigore per tutelare i conti pubblici dalle turbolenze sui tassi di interesse: “Il significativo aumento dei rendimenti sui mercati internazionali del debito sovrano rende particolarmente importante preservare gli equilibri delle finanze pubbliche. Un elevato debito pubblico costituisce un fattore di vulnerabilità in caso di mutamenti nella tolleranza al rischio dei mercati. In questo quadro di grande incertezza, la politica di bilancio italiana può fare leva sulla prudenza degli ultimi anni e sul quadro di regole di bilancio europee. Entrambi i fattori contribuiscono ad ancorare le aspettative di medio periodo degli investitori. L’individuazione di fonti di copertura nel bilancio per contenere l’aumento del disavanzo consentirebbe di ridurre più rapidamente il rapporto tra il debito e il Pil”. Sul fronte delle stime di deficit, Via Nazionale ritiene credibili gli obiettivi fissati dal governo per l’anno in corso, raccomandando tuttavia un monitoraggio costante degli andamenti di cassa: “Le attese di disavanzo per il 2026 appaiono nel complesso coerenti con i dati disponibili, nonostante l’incertezza che contraddistingue queste valutazioni. Resta necessario porre attenzione agli andamenti nell’ultima parte dell’anno, in modo da contrastare con tempestività eventuali scostamenti, dato il margine ridotto nelle stime del DPFP rispetto alla soglia del 3%. Rispetto a quanto prospettato nel Documento di finanza pubblica (DFP) dello scorso aprile, il disavanzo rimarrebbe sostanzialmente invariato: le più alte entrate complessive (circa 0,2 punti percentuali del Pil) sarebbero compensate da maggiori spese per interessi e primarie (per circa 0,1 punti del Pil ciascuna)”. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24












