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Roma guarda al futuro: in arrivo un evento sulla pianificazione urbana per una città più moderna e funzionale
Giornalisti 2.0 nell’ambito del progetto “Obiettivo Roma 2027”, promuove un confronto...
Cultura e territorio: parte da Roma “Obiettivo 2027”, il progetto firmato Giornalisti 2.0
Con un focus sulla cultura come motore di sviluppo per la città, ha preso il via il...
Prima assemblea dei soci di Giornalisti 2.0: successo di partecipazione e condivisione
A Roma la prima Assemblea dei Soci di "Giornalisti 2.0" Roma, 26 feb - Si è tenuta,...
Il Noi che ci unisce: Giornalisti 2.0 lancia le liste autonome per una svolta storica nell’Ordine dei Giornalisti
Dalla disoccupazione alla trasparenza, dalla formazione alla tutela: ecco il programma...
Fiera Nazionale di Grottafferrata
L’Amministrazione comunale di Grottaferrata è lieta di presentare la 425° Edizione della...
Frosinone – Presentato in Provincia il Calendario dei Giornalisti 2.0
Il primo Calendario dei Giornalisti, finora mai pubblicato da nessuno, è diventato...
Giornalisti 2.0 esprimono la loro totale solidarietà al fotografo Rino Barillari
Il “King dei paparazzi”, noto per la sua lunga carriera nelle cronache mondane, è stato...
Giornalisti 2.0: chiusura di Metro perdita inestimabile per giornalismo
“Con profondo rammarico apprendiamo della cessazione definitiva delle attività del...
Chiudono le tv universitarie Cusano Italia Tv e Cusano News 7
L’associazione Giornalisti 2.0 esprime solidarietà ai 250 lavoratori coinvolti Roma, 6...
Il Consiglio nazionale dei Giornalisti approva il nuovo Codice deontologico
Un passo avanti per l’etica e la professione: il nuovo Codice sintetizza le regole,...
Elezioni Ordine dei Giornalisti 2025: fissate le date per il voto
Si vota il 12 e 13 marzo online e il 16 marzo in presenza, con eventuali ballottaggi il...
Ucraina: redazione locale di Radio vaticana festeggia 85 anni di vita
La redazione ucraina di Radio vaticana festeggia oggi 85 anni di vita. A guidare il...
Ultim’ora
Il Santo Padre ha incontrato Giornalisti 2.0
Una delegazione di Giornalisti 2.0 è stata ricevuta in Vaticano da Papa Leone XIV (Robert Francis Prevost), confermando l'interesse del Santo Padre per le celebrazioni dei 50 anni delle radio libere. Roma, 04 febbraio 2026Una delegazione dell’associazione “Giornalisti...
Premio Stampa d’Eccellenza – Associazione Giornalisti 2.0: Roma ha celebrato le grandi firme della stampa italiana
Nella cornice dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, a Palazzo Grazioli,si è tenuta la cerimonia del I° Premio Stampa d’Eccellenza – Giornalisti 2.0: riconoscimenti alla carriera, alla memoria e al giornalismo al femminile, tra emozione, gratitudine e un...
Nasce il Premio “Stampa d’Eccellenza – Giornalisti 2.0”: qualità, innovazione e nuove voci al centro del giornalismo italiano
La prima edizione del premio istituito dall’Associazione Giornalisti 2.0 intende valorizzare l’eccellenza del giornalismo italiano e promuovere una cultura dell’informazione fondata su qualità, responsabilità e pluralismo. L’evento celebra le diverse anime del...
Buon Anno!
Care colleghe e cari colleghi, mentre ci prepariamo ad accogliere il nuovo anno, desideriamo ringraziarvi per l’impegno, la passione e la professionalità con cui ogni giorno affrontate il nostro mestiere, spesso in contesti complessi e in continua evoluzione. Il 2026...
cronaca
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Buon Anno!
Care colleghe e cari colleghi, mentre ci prepariamo ad accogliere il nuovo anno, desideriamo ringraziarvi per l’impegno, la passione e la professionalità con cui ogni giorno affrontate il nostro mestiere, spesso in contesti complessi e in continua evoluzione. Il 2026...
Buon Natale e felice Anno Nuovo
Alle colleghe e ai colleghi di Giornalisti 2.0 volgiamo i nostri migliori auguri per un sereno Natale e un 2026 pieno di nuove opportunità e soddisfazioni personali
Sciopero dei giornalisti, caso Rai e Mediaset: perché nei tg si cita solo l’Usigrai e si ignora l’Unirai?
Sciopero dei giornalisti, caso Rai e Mediaset: perché nei tg si cita solo l’Usigrai e si ignora l’Unirai? Sciopero dei giornalisti in Rai e Mediaset, ma il comunicato letto nei tg cita solo la Fnsi e l’Usigrai: escluso di fatto l’Unirai, sindacato riconosciuto in azienda e dichiaratamente a favore della protesta per il rinnovo del contratto fermo da dieci anni. (Prima Pagina News) Venerdì 28 Novembre 2025 Roma – 28 nov 2025 (Prima Pagina News) Sciopero dei giornalisti in Rai e Mediaset, ma il comunicato letto nei tg cita solo la Fnsi e l’Usigrai: escluso di fatto l’Unirai, sindacato riconosciuto in azienda e dichiaratamente a favore della protesta per il rinnovo del contratto fermo da dieci anni. In una giornata che avrebbe dovuto rappresentare l’unità della categoria, lo sciopero dei giornalisti italiani ha messo in luce una contraddizione clamorosa dentro il servizio pubblico. Nei telegiornali Rai, così come nei notiziari delle reti Mediaset, i colleghi in turno – regolarmente autorizzati dai Comitati di redazione – hanno letto un comunicato congiunto della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) e dell’Usigrai. Nulla di strano, se non fosse che quel testo ignorava completamente l’esistenza di Unirai, sindacato ormai riconosciuto in azienda e parte attiva del fronte che ha sostenuto lo sciopero per il rinnovo del contratto giornalistico fermo da un decennio. Questa scelta apre una serie di interrogativi pesanti sulla rappresentanza democratica dentro le redazioni e sulla corretta informazione al pubblico. Se in Rai è presente e riconosciuto un altro sindacato, l’Unirai, e se questo sindacato ha dichiarato pubblicamente di aderire allo sciopero “sacrosanto” per il rinnovo contrattuale, per quale motivo il suo nome non compare nel comunicato letto in tv? Perché si sceglie di raccontare lo sciopero come se fosse iniziativa esclusiva di una sola sigla sindacale, accanto alla Fnsi, quando la realtà aziendale è più articolata? La sensazione, per molti colleghi, è quella di una discriminazione di fatto. Si chiede pluralismo informativo su tutti i temi dell’agenda pubblica, ma quando il tema riguarda la vita interna delle redazioni e la rappresentanza dei giornalisti, improvvisamente il quadro si restringe. È una contraddizione non solo politica e sindacale, ma anche culturale: come si può difendere la libertà di stampa se non si riconosce fino in fondo la libertà di associazione e di scelta sindacale dei lavoratori dell’informazione? L’assenza di Unirai dal comunicato letto nei telegiornali appare ancora più incomprensibile se si considera il contesto. Lo sciopero riguarda un contratto giornalistico bloccato da dieci anni, una situazione che indebolisce stipendi, tutele, diritti, in un settore già messo a dura prova dalla crisi economica, dalla trasformazione digitale e dalla precarizzazione. Su un obiettivo così chiaro – il rinnovo contrattuale e la difesa di una professione essenziale per la democrazia – ci si aspetterebbe massimo coinvolgimento e massima inclusività, non il gioco delle esclusioni. Il rischio concreto è duplice. Da un lato si alimenta la percezione che esistano giornalisti di “serie A” e giornalisti di “serie B” in base alla tessera sindacale. Dall’altro, si indebolisce proprio la forza dello sciopero, che dovrebbe mostrare compattezza davanti agli editori e alle istituzioni. Ogni gesto che fa apparire divisa la categoria, ogni comunicato che non restituisce l’intera mappa della rappresentanza, è un regalo a chi punta a mantenere lo status quo e a rimandare ancora il rinnovo del contratto. La domanda è semplice, ma resta sospesa: chi ha deciso che nei comunicati da leggere nei tg dovessero comparire solo la Fnsi e l’Usigrai? E, soprattutto, in base a quali criteri si è ritenuto legittimo non menzionare l’Unirai, pur essendo un soggetto sindacale riconosciuto e parte della giornata di lotta? Se le redazioni rivendicano giustamente trasparenza da parte della politica e degli editori, dovrebbero applicare gli stessi standard anche a sé stesse, chiarendo procedure, scelte e responsabilità. Non si tratta di una guerra tra sigle, ma di una questione di principio: il pluralismo non può essere difeso a giorni alterni. La pluralità delle voci, anche in ambito sindacale, è una ricchezza che andrebbe valorizzata, non compressa. Ignorare una parte dei colleghi solo perché inquadrati in un sindacato “non allineato” significa mandare un messaggio pericoloso: chi non appartiene al perimetro tradizionale rischia di non esistere, neppure quando contribuisce in modo leale e convinto a una mobilitazione comune. Per questo, tra i giornalisti che aderiscono all’Unirai, ma anche tra tanti cronisti che guardano con preoccupazione a queste dinamiche, cresce l’amarezza. Non si contestano le ragioni dello sciopero, anzi: la battaglia per il contratto è condivisa, urgente, fondamentale. Si contesta invece un metodo che appare escludente, non spiegato, contrario a quella cultura del confronto e della trasparenza che la categoria dovrebbe incarnare, non solo predicare. In un momento storico in cui il lavoro giornalistico è sotto attacco, tra tagli, intimidazioni e campagne di delegittimazione, il minimo che ci si possa aspettare è che nessun collega venga messo ai margini per la sua appartenenza sindacale. Riconoscere l’Unirai nel racconto dello sciopero non è un favore a una sigla, ma il rispetto dovuto a chi fa parte a pieno titolo della comunità professionale. Se si chiede dignità per il lavoro dei giornalisti, questa dignità va praticata a partire da casa propria, nei testi che si leggono in video e nelle scelte che si compiono nelle redazioni. Il prossimo passo dovrebbe essere chiaro: fare chiarezza sulle regole con cui si costruiscono i comunicati ufficiali, garantire spazio a tutte le rappresentanze riconosciute in azienda, impedire che si ripetano episodi di esclusione. Solo così la giornata di sciopero potrà essere ricordata come un momento di reale unità e non come l’ennesima occasione in cui, dietro la retorica della compattezza, sono emerse logiche opache e discriminazioni che la categoria non può più permettersi nel rispetto anche della sentenza più recente e significativa della Corte Costituzionale in tema di pluralismo sindacale e rappresentatività, la sentenza n. 156 del 30 ottobre 2025. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Pagina News #contrattogiornalisti #Mediaset #pluralismo #rai #sciopero #Unirai #Usigrai PPN Prima Pagina News










