Giornata internazionale della donna : Giornalisti 2.0 ricevuti al Garante della Privacy

(Foto G. Leanza)

Giornata internazionale della donna : Giornalisti 2.0 ricevuti al Garante della Privacy.
La ‘lectio’ di Cerrina Ferroni su diritti digitali e violenza online contro le donne.

In occasione della Giornata internazionale della donna, una delegazione di Giornalisti 2.0 guidata dal presidente Maurizio Pizzuto è stata ricevuta al Garante Privacy dalla Vice Presidente Ginevra Cerrina Feroni e dal Segretario generale Luca Montuori. Al centro dell’incontro, una vera e propria lectio magistralis su privacy, diritti digitali e violenza online contro le donne, dal revenge porn alle nuove frontiere della tutela. Ha partecipato anche il professore Luigi Tivelli, politologo e presidente dell’Academy Spadolini, neo ingresso in Giornalisti 2.0 e promotore dell’incontro, che con il suo intervento ha sottolineato come il tema della privacy digitale si intrecci con quello della qualità dell’informazione e della responsabilità delle élite culturali nella formazione dell’opinione pubblica.

L’evento
Una delegazione al femminile dell’associazione di categoria Giornalisti 2.0, guidata dal presidente Maurizio Pizzuto e composta da Daniela Chessa (direttivo G2.0) , Irene Cinardi, Annalisa Colavito, Erika Ciancio, Annarita Gervasini e Angela Marocco, ha varcato la soglia dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali in occasione della Giornata internazionale della donna, che si celebra l’8 marzo. Ad accogliere le croniste sono stati la Vice Presidente, professoressa Ginevra Cerrina Feroni, e il Segretario generale del Garante, Luca Montuori, per un confronto ad alto profilo sui diritti digitali declinati al femminile e sulle nuove forme di violenza che attraversano la rete.

Quello della Vice Presidente non è stato un semplice saluto istituzionale, ma una vera lectio magistralis costruita a partire dal tema della privacy come prima linea di difesa della dignità personale, in particolare per le donne che vivono e lavorano nell’ecosistema informativo.

Cerrina Feroni ha ripercorso le trasformazioni degli ultimi anni, dall’esplosione dei social media alla crescita esponenziale dei dati personali trattati da piattaforme e motori di ricerca, spiegando come l’esposizione digitale possa tradursi, per chi è più vulnerabile, in un rischio concreto di discriminazioni, abusi, campagne d’odio e ricatti.
Nel dialogo con le giornaliste, la Vice Presidente ha ricordato come la tutela della privacy non sia un freno alla libertà di informazione ma la condizione perché la libertà stessa sia esercitata in modo responsabile, rispettoso delle persone e attento alle vittime. Dalla protezione delle fonti alla gestione delle immagini, dalle cronache giudiziarie alle notizie di costume, la sfida è conciliare il diritto di cronaca con il diritto all’oblio, alla riservatezza e alla reputazione, in un contesto in cui l’errore o l’eccesso di esposizione possono diventare permanenti.

Focus su revenge porn e non solo
Uno dei passaggi più intensi della lectio è stato dedicato al revenge porn, definito da Cerrina Feroni una delle forme più intollerabili di violenza di genere nell’era digitale. La Vice Presidente ha ricordato che proprio l’8 marzo 2021, in occasione della Festa della donna, il Garante ha lanciato una procedura speciale di segnalazione online contro la pornografia non consensuale, accompagnando il progetto pilota sviluppato con Meta per impedire la diffusione di immagini intime senza consenso sulle piattaforme del gruppo Facebook e Instagram. Un’iniziativa pensata per intervenire in via preventiva, dando alle potenziali vittime la possibilità di bloccare i contenuti prima che vengano condivisi e di trovare, in un unico punto, strumenti rapidi e dedicati di tutela.​

L’incontro con Giornalisti 2.0 è stato l’occasione per fare il punto su questa esperienza e per ribadire quanto sia necessario lavorare sulla consapevolezza: molte donne, ha ricordato Cerrina Feroni, ancora non conoscono i canali messi a disposizione dal Garante, né i rimedi giuridici e tecnologici per difendersi da minacce, ricatti e diffusione illecita di materiale intimo. Da qui l’invito alle professioniste dell’informazione a diventare moltiplicatrici di conoscenza, raccontando non solo le storie di violenza, ma anche gli strumenti concreti per non restare sole.

Non sono mancati riferimenti ad altri fronti sensibili, dal doxxing alle campagne di odio mirato, fino alle conseguenze psicologiche e professionali che le donne pagano quando vengono esposte senza filtro nello spazio digitale. Montuori ha illustrato il lavoro dell’Autorità sul piano regolatorio e di vigilanza, sottolineando la necessità di un’alleanza stabile tra istituzioni, mondo dell’informazione e piattaforme, per rendere effettive le garanzie previste dalla legge e tradurre i principi in prassi operative quotidiane.

Per Giornalisti 2.0, l’appuntamento al Garante si è configurato come un momento di formazione e di responsabilizzazione collettiva: un confronto tra chi tutela i dati e chi li trasforma in notizie, in cui la prospettiva di genere è diventata lente privilegiata per leggere rischi e opportunità dell’era digitale. Dal revenge porn ai social network, dalle redazioni alle piattaforme, il messaggio lanciato dalla lectio di Cerrina Feroni è chiaro: la Giornata dell’8 marzo è anche – e sempre più – una giornata di alfabetizzazione ai diritti digitali, perché senza privacy non c’è vera libertà per le donne, online come fuori dalla rete.

(Foto G. Leanza)