Agricoltura, bando da 16 milioni per l’olio italiano agli indigenti: Coldiretti e Unaprol chiedono controlli rigorosi sulla filiera
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  • Roma – Venerdì 23 Ottobre 2026, 19:40

Accolta la richiesta al Ministero dell’Agricoltura per sostenere le famiglie in difficoltà e gli olivicoltori. Granieri: “Risorse solo al vero extravergine nazionale, stop ai trafficanti di olio”.


Ammonta a sedici milioni di euro la dotazione del nuovo bando per l’acquisto di olio extravergine di oliva 100% italiano destinato all’assistenza delle persone indigenti.

La misura risponde alle sollecitazioni avanzate da Coldiretti e Unaprol al ministro Francesco Lollobrigida, con l’obiettivo di affiancare alla solidarietà sociale un sostegno diretto alla filiera olivicola, riducendo le giacenze di prodotto nazionale e garantendo liquidità alle imprese agricole.

“Il cibo sano e di qualità deve essere un diritto di tutti, non un privilegio per pochi”, dichiara David Granieri, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol. “Abbiamo chiesto con forza questo intervento perché crediamo che la tutela della salute dei cittadini e la difesa del reddito degli olivicoltori debbano procedere insieme. Ma è fondamentale che le risorse pubbliche vadano esclusivamente a beneficio del vero olio extravergine italiano e non finiscano nelle mani di quei trafficanti di olio che hanno alimentato speculazioni e distorsioni del mercato”.

L’intervento promosso dall’Agea si inserisce in un quadro di mercato complesso: l’Italia produce circa 234 milioni di litri di extravergine all’anno, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, esportazioni per 318 milioni e importazioni dall’estero che toccano i 545 milioni di litri.

Dati che, secondo le organizzazioni di categoria, impongono massima trasparenza sui flussi commerciali e sui centri di stoccaggio per contrastare la vendita di oli stranieri o miscelati spacciati per nazionali.

Per tutelare la produzione, Coldiretti e Unaprol sollecitano il potenziamento dei controlli lungo tutta la catena distributiva — dai porti d’ingresso agli scaffali della grande distribuzione organizzata — mediante l’impiego di strumenti analitici avanzati come la risonanza magnetica, la mappa genomica e la mappatura isotopica. A queste tecnologie si affiancano l’adozione del documento elettronico di accompagnamento per la tracciabilità delle olive e dell’olio e la richiesta di una chiara differenziazione espositiva nei punti vendita.

“Non permetteremo che i trafficanti di olio continuino a fare affari sulla pelle degli olivicoltori, utilizzando i produttori come scudi umani per coprire le proprie speculazioni”, conclude Granieri. “Chi coltiva gli ulivi, produce qualità e sostiene ogni giorno i costi e i rischi dell’attività agricola deve essere tutelato. Chi invece altera il mercato, inganna i cittadini e svende il valore del nostro extravergine deve essere fermato. Il bando indigenti è una risposta positiva a una nostra richiesta, ma adesso bisogna andare fino in fondo con controlli rigorosissimi, trasparenza e regole certe. Perché difendere il vero olio italiano significa difendere prima di tutto la salute dei cittadini e poi il reddito degli agricoltori”.

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