Giornalisti 2.0 incontro a Palazzo Chigi sulle Radio Libere. “Un patrimonio democratico, ora una nuova stagione di riforme per l’informazione”
Roma, 03 febbraio 2026
Una delegazione dell’associazione di categoria Giornalisti 2.0 è stata ricevuta oggi a Palazzo Chigi dal capo ufficio stampa della Presidenza del Consiglio, Fabrizio Alfano, per illustrare le iniziative promosse in occasione del cinquantesimo anniversario della storica sentenza n. 202 del 28 luglio 1976 della Corte costituzionale, che sancì la legittimità delle trasmissioni via etere in ambito locale, aprendo la stagione delle radio libere e del pluralismo dell’informazione nel nostro Paese. Nel corso dell’incontro, la delegazione ha donato ad Alfano il calendario 2026 dell’associazione, intitolato “Radio libere: 50 anni di pluralismo, linguaggi e comunità”, pensato come omaggio alla stagione pionieristica dell’emittenza privata e come strumento di lavoro e riflessione per giornalisti, comunicatori e operatori del settore. Alfano ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, trasmettendo i saluti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Le radio libere hanno allargato il perimetro dei diritti, dando voce a territori, periferie e comunità che fino ad allora restavano ai margini del racconto pubblico – dichiara il presidente di Giornalisti 2.0, Maurizio Pizzuto –. Oggi, cinquant’anni dopo quella sentenza, auspichiamo che lo stesso spirito di libertà, pluralismo e responsabilità ispiri una nuova stagione dell’informazione, in ogni piattaforma, dall’etere al digitale”. Pizzuto ha inoltre rimarcato come il percorso delle radio private e delle emittenti locali abbia contribuito in modo decisivo a modernizzare il sistema informativo italiano, favorendo innovazione nei linguaggi, sperimentazione nei format e un rapporto più diretto tra redazioni e cittadini. «Il nostro impegno – aggiunge – è mettere al centro le persone che fanno informazione: cronisti, redattori, collaboratori, free lance, uffici stampa, che ogni giorno garantiscono il diritto dei cittadini a essere informati».

